Domande frequenti

Le domande che ogni imprenditore si fa.
Finalmente risposte chiare

DVR, RSPP, piano di emergenza, imprese familiari… la normativa sulla sicurezza sul lavoro è densa di sigle e obblighi. Abbiamo raccolto le domande che ci vengono poste più spesso.
Con risposte dirette, aggiornate e senza tecnicismi inutili.

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Filtra per area:
01Quale attività deve avere il documento di valutazione dei rischi? Sicurezza

Il DVR è obbligatorio ai sensi degli artt. 17, 28 e 29 del D.Lgs. 81/2008. Deve essere redatto dal datore di lavoro — obbligo non delegabile.

  • Una relazione sulla valutazione di tutti i rischi con i criteri adottati
  • Le misure di prevenzione e protezione attuate e i DPI
  • Il programma delle misure per migliorare i livelli di sicurezza
  • Le procedure per l'attuazione delle misure e i ruoli responsabili
  • I nominativi di RSPP, RLS e Medico Competente
  • Le mansioni che espongono a rischi specifici
02Ogni quanti anni scade il DVR? Sicurezza

Il DVR non ha una scadenza periodica fissa. L'aggiornamento è obbligatorio entro 30 giorni al verificarsi di: modifiche al processo produttivo, introduzione di nuove attrezzature, infortuni significativi, variazioni normative. È buona prassi una revisione almeno annuale.

03Sono un'impresa familiare: devo applicare il D.Lgs. 81? Sicurezza

Se l'impresa è composta solo da familiari senza rapporto di subordinazione, si applica solo l'art. 21: uso corretto di attrezzature e DPI. Nessun obbligo di DVR, RSPP o Medico Competente.

Se invece anche un solo familiare è assunto con contratto subordinato, il titolare diventa datore di lavoro con tutti gli obblighi del D.Lgs. 81/08.

04Quando è obbligatorio il piano di emergenza ed evacuazione? Sicurezza

Il PEE è obbligatorio (art. 43 D.Lgs. 81/08 e DM 2 settembre 2021) quando:

  • Il luogo di lavoro occupa almeno 10 lavoratori
  • Luoghi aperti al pubblico con più di 50 persone contemporaneamente
  • Attività soggette al controllo dei Vigili del Fuoco (DPR 151/2011)
05Posso ricoprire il ruolo di RSPP per la mia azienda? Sicurezza Formazione

Sì, il datore di lavoro può svolgere direttamente i compiti di RSPP (art. 34 D.Lgs. 81/08) nelle aziende artigiane/industriali fino a 30 addetti e in altre aziende fino a 200 addetti. È obbligatorio frequentare un corso specifico DL-RSPP e aggiornarsi ogni 5 anni.

06Chi è il RLS? E il RLST? Sicurezza

Il RLS è la figura interna eletta dai lavoratori che partecipa alla redazione del DVR (32 ore di formazione + 4 annue). Il RLST interviene nelle aziende prive di RLS, nominato dalle organizzazioni sindacali territoriali (art. 47 D.Lgs. 81/2008).

07Che differenza c'è tra DVR e DUVRI? Sicurezza

DVR (art. 28): valuta tutti i rischi interni, sempre obbligatorio con almeno 1 lavoratore.

DUVRI (art. 26): entra in gioco quando un'impresa esterna lavora nei tuoi spazi, valutando i rischi da interferenza. Lo redige il committente.

08Che differenza c'è tra POS, PSC e PiMUS? Sicurezza
  • POS — redatto da ogni impresa esecutrice per il proprio cantiere
  • PSC — redatto dal Coordinatore quando operano due o più imprese contemporaneamente
  • PiMUS — specifico per ponteggi metallici fissi, obbligatorio ad ogni montaggio
09Quale documentazione devo consegnare alla scuola per uno studente in alternanza? Formazione
  • Convenzione tra istituto scolastico e azienda
  • Integrazione del DVR con sezione specifica per gli studenti PCTO
  • Verifica della formazione generale già erogata dalla scuola (4 ore)
  • Formazione specifica aziendale (4, 8 o 12 ore in base al livello di rischio)
  • Nomina di un tutor aziendale
10Che formazione scolastica devo avere per fare l'RSPP? Formazione
  • Diploma di scuola secondaria superiore come titolo minimo
  • Corsi RSPP: Modulo A (28 ore), Modulo B (48 ore + specializzazioni), Modulo C (24 ore)
  • Aggiornamento obbligatorio ogni 5 anni (40 ore)
11Cos'è il D.Lgs. 152/2006 e a quali aziende si applica? Ambiente

Il D.Lgs. 152/2006 — Testo Unico Ambientale — è la norma fondamentale in materia di tutela ambientale in Italia. Si applica a tutte le imprese e attività produttive con impatti sull'ambiente.

  • VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) e AIA
  • Difesa del suolo e gestione delle acque
  • Gestione dei rifiuti e bonifica siti inquinati
  • Tutela dell'aria e riduzione delle emissioni
  • Tutela risarcitoria contro i danni ambientali
12Cos'è il RENTRI e la mia azienda è obbligata a iscriversi? Ambiente

Il RENTRI (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti), istituito dal D.M. 59/2023, sostituisce i registri cartacei di carico/scarico e i formulari FIR con un sistema digitale obbligatorio.

Sono obbligati a iscriversi:

  • Tutti i produttori di rifiuti pericolosi, indipendentemente dalle dimensioni aziendali
  • Chi raccoglie o trasporta rifiuti pericolosi a titolo professionale
  • Chi tratta, smaltisce o recupera rifiuti
  • Produttori di rifiuti non pericolosi con più di 10 dipendenti da lavorazioni industriali o artigianali

Scaglioni di iscrizione: dicembre 2024 (>50 dip.) · agosto 2025 (11–50 dip.) · febbraio 2026 (≤10 dip. con rifiuti pericolosi).

13Cos'è l'AUA e quando devo richiederla? Ambiente

L'AUA (Autorizzazione Unica Ambientale) (DPR 59/2013) sostituisce in un unico titolo fino a 7 autorizzazioni ambientali: scarichi idrici, emissioni in atmosfera, impatto acustico, gestione rifiuti in procedura semplificata e altre. Si applica alle PMI non soggette ad AIA.

Va richiesta alla scadenza del primo titolo abilitativo sostituito oppure prima dell'avvio di un nuovo impianto o attività.

14Quanto dura l'AUA e quando va rinnovata? Ambiente

L'AUA ha una durata di 15 anni dalla data di rilascio. La domanda di rinnovo deve essere presentata al SUAP almeno 6 mesi prima della scadenza. La mancata richiesta può comportare sanzioni amministrative e penali, fino alla sospensione dell'attività.

15Differenza tra AUA e AIA: quale si applica alla mia azienda? Ambiente

AUA: per PMI e impianti a impatto limitato, strumento semplificato che unifica più titoli in un unico provvedimento.

AIA: per grandi impianti industriali ad alto impatto (raffinerie, cementifici, impianti chimici, allevamenti intensivi) elencati nell'Allegato VIII al D.Lgs. 152/06.

Se la tua azienda non è un grande impianto industriale soggetto ad AIA, quasi certamente rientra nel campo dell'AUA.

16Cos'è il MUD e la mia azienda è obbligata a presentarlo? Ambiente

Il MUD (Modello Unico di Dichiarazione Ambientale) è la dichiarazione annuale con cui le aziende comunicano i rifiuti prodotti e gestiti. Sono obbligate:

  • Tutte le imprese che producono rifiuti pericolosi
  • Imprese con più di 10 dipendenti che producono rifiuti non pericolosi da lavorazioni industriali o artigianali
  • Chi effettua raccolta e trasporto rifiuti a titolo professionale
17Entro quando va presentato il MUD ogni anno? Ambiente

Il MUD va presentato entro 120 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del DPCM annuale (di norma a fine febbraio). Per il MUD 2025 (dati 2024): scadenza 28 giugno 2025.

Sanzioni: entro 60 gg da €26 a €160; oltre i 60 gg o omissione da €2.600 a €15.500.

18Cosa sono i rifiuti speciali e come devono essere gestiti in azienda? Ambiente

I rifiuti speciali (art. 184 D.Lgs. 152/06) si dividono in non pericolosi (scarti di lavorazione, imballaggi) e pericolosi (solventi, oli esausti, sostanze chimiche tossiche o infiammabili).

Ogni produttore è obbligato a: tenere il registro di carico/scarico, compilare il formulario FIR, affidarsi a trasportatori iscritti all'Albo Gestori Ambientali e — dal 2025 — adottare progressivamente il sistema RENTRI per la tracciabilità digitale.

19Quando è obbligatoria l'autorizzazione alle emissioni in atmosfera? Ambiente

L'autorizzazione alle emissioni in atmosfera (artt. 269-272 D.Lgs. 152/06) è obbligatoria per tutti gli stabilimenti con impianti che producono emissioni diffuse o convogliate.

  • Autorizzazione ordinaria (art. 269): per tutti gli stabilimenti con emissioni significative
  • Procedura semplificata (art. 272): per impianti a basso impatto (piccole imprese artigiane, verniciature, panetterie) tramite comunicazione alla Provincia

Per le PMI l'autorizzazione alle emissioni è spesso inclusa nell'AUA, semplificando il procedimento.

20Dal 13 febbraio 2026 il FIR digitale è obbligatorio: cosa deve fare la mia azienda? Ambiente

Dal 13 febbraio 2026 tutti i soggetti iscritti al RENTRI devono usare il FIR esclusivamente in formato digitale. Non è più ammesso il formulario cartaceo per chi è iscritto.

Cosa fare concretamente:

  • Emettere il FIR digitale tramite portale RENTRI o app ufficiale per ogni movimentazione di rifiuti pericolosi
  • Trasmettere mensilmente i dati del registro di carico/scarico al portale
  • Attivare un sistema di conservazione digitale a norma (la piattaforma RENTRI non fornisce conservazione legale)

Sanzioni per mancata adeguamento: da €4.000 a €30.000 per rifiuti pericolosi (ridotte a €1.040–€12.400 per imprese <15 dipendenti).

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